Capire il punteggio nel golf
Il golf è l'unico sport di squadra — o meglio, individuale — in cui vincere significa fare meno punti degli avversari. Questa inversione rispetto alla logica di quasi tutti gli altri sport è la prima cosa che sorprende chi si avvicina al gioco, e vale la pena capirla bene perché determina tutta la logica con cui si ragiona su un campo da golf, si valuta una prestazione e si interpretano i risultati dei tornei professionistici.
Il par: la misura di ogni buca
Ogni buca di un campo da golf ha un "par" assegnato: il numero di colpi che un giocatore esperto dovrebbe impiegare per mandare la palla nel buco. Il par dipende dalla lunghezza della buca. Le buche più corte — tipicamente fino a circa 250 yard per gli uomini — sono par-3: ci si aspetta che il giocatore raggiunga il green col primo colpo e usi due putt per terminare. Le buche di lunghezza media, tra i 250 e i 450 yard circa, sono par-4: un colpo dal tee, un colpo di approccio verso il green, due putt. Le buche più lunghe — oltre i 450 yard — sono par-5: tre colpi per raggiungere il green, due putt.
La somma dei par di tutte le 18 buche costituisce il par totale del campo. La maggior parte dei percorsi ha un par compreso tra 70 e 72. Il par-72 è il più comune, solitamente composto da quattro par-3, dieci par-4 e quattro par-5.
I termini del punteggio: un vocabolario preciso
Quando si parla di punteggio nel golf, il riferimento è sempre al par della singola buca o del totale del campo. Se un giocatore completa una buca par-4 in quattro colpi, è stato "al par". Se impiega tre colpi su una buca par-4, ha fatto un "birdie" — un colpo sotto il par. Due colpi sotto il par si chiamano "eagle", tre colpi sotto si chiamano "albatross" (o "doppio eagle"), un'impresa rarissima anche tra i professionisti.
Al contrario, un colpo in più rispetto al par è un "bogey". Due in più è un "doppio bogey", tre in più un "triplo bogey". Nel linguaggio comune del golf, completare una buca con un punteggio molto superiore al par si chiama fare un "big number" — ed è una delle principali minacce al risultato complessivo di un giro.
Come si calcola il punteggio totale
Il punteggio finale di un giro si esprime come numero di colpi totali o come numero relativo al par del campo. Se un giocatore percorre un campo par-72 in 68 colpi, il suo punteggio è "-4" o "quattro sotto il par". Se ne impiega 78, è "+6" o "sei sopra il par". Nei tornei professionistici di più round, i punteggi si sommano: chi è a -20 dopo quattro giri ha fatto in media cinque colpi sotto il par in ogni giro, una prestazione eccezionale.
La lettura dei leaderboard professionistici usa quasi sempre il punteggio relativo al par anziché i colpi totali, perché permette di confrontare giocatori che si trovano su campi diversi o a round diversi del torneo. Quando si dice che Rory McIlroy è a -12 al sabato dell'Open Championship, si intende che, in tre giri da 18 buche, ha accumulato 12 colpi in meno rispetto al par totale del campo per quei tre giri.
Stroke play e match play: due logiche diverse
Il punteggio assoluto — contare ogni colpo — è il sistema dello "stroke play", utilizzato in quasi tutti i tornei professionistici e nella maggior parte delle competizioni amatoriali. Ma esiste un secondo formato fondamentale: il "match play", in cui due giocatori si sfidano buca per buca senza tenere conto del totale dei colpi. Chi fa meno colpi su una singola buca vince quella buca; chi vince più buche vince la partita. Nel match play, un giocatore che è in vantaggio di 5 buche con solo 4 buche rimanenti vince l'incontro "5&4" — con cinque buche di vantaggio e quattro da giocare, è matematicamente impossibile per l'avversario recuperare.
La Ryder Cup, la competizione più vista del golf mondiale dopo i Major, si disputa in match play. Questo spiega perché i risultati sembrano così diversi rispetto ai tornei stroke play: un giocatore può colpire il water hazard su una buca e concedere il punto, poi ricominciare dalla buca successiva senza portarsi dietro il peso di un "sei" nella carta punteggi.
Il quadruplo bogey e il regolamento della massima
Nel golf di competizione amatoriale e nelle gare con il sistema di handicap, esiste spesso una regola che limita il punteggio massimo su una singola buca — per evitare che una singola calamità distorca l'intero risultato e rallenti il gioco. Secondo il World Handicap System, il punteggio massimo che può essere inserito nella carta per il calcolo dell'handicap è il "net double bogey": il doppio bogey al netto dell'handicap della singola buca. Questo significa che su una buca particolarmente difficile dove avete diritto a un colpo di handicap extra, potete al massimo segnare un triplo bogey nel calcolo dell'indice.
Leggere il punteggio di un torneo professionistico
Guardare il leaderboard dell'US Open o del Masters per la prima volta può sembrare confuso. La prima colonna mostra il punteggio relativo al par accumulato nel torneo; a seguire, il punteggio del giro in corso o più recente; poi i colpi totali. Una voce come "McIlroy -15 (66)" significa che McIlroy è a meno quindici per il torneo e ha giocato l'ultimo giro in 66 colpi.
I "cuts" — le eliminazioni dopo i primi due giri — avvengono solitamente alla soglia del par o pochi colpi sopra, lasciando competere solo i 60-70 giocatori migliori nel weekend. Un giocatore che non supera il taglio non viene classificato nel torneo e non riceve punti per la classifica stagionale.
Il punteggio Stableford: un'alternativa pratica
Il Stableford è un sistema di punteggio molto diffuso nelle gare amatoriali, che inverte la logica del golf tradizionale: si assegnano punti per ogni buca in relazione al par, e chi totalizza più punti vince. Un birdie vale 3 punti, un par vale 2, un bogey vale 1 e tutto ciò che è peggio vale 0. Questo sistema ha un vantaggio pratico: rimuove l'incentivo a insistere su una buca andata male — una volta raggiunto lo zero, ci si ferma e si passa alla buca successiva. Il Stableford rende il gioco più veloce e psicologicamente meno pesante per i giocatori di livello medio.
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